Per Gaia viviamo in Via dei matti. “Dove sta lo zio?!” “In via dei matti”. 4 anni, la più giovane manovale che c’è venuta in soccorso.
E poi Patrizia, Laura, Vincenzo, Mimmo, Carlo, Helena, Luigi, Lucia, Antonio… chiunque sia passato di qua: un aiuto, un consiglio, due chiacchiere, una pacca sulla spalla. Oggi c’è un po’ di tutto e un po’ di tutti in questi 40 mq. Due anni fa non c’era niente. Non c’era pavimento, né cucina. Non c’erano porte, né finestre. I muri erano senza intonaco. Nel soffitto c’era un buco che sembrava una voragine. E sì: “non si poteva fare la pipì, perché non c’era vasino lì”.
Abbiamo fatto tutto in bioedilizia e in autocostruzione (che è un modo carino e molto social per dire che ci siamo fatti un culo così). Il pavimento in chianche, i muri in cocciopesto, le mensole in legno… tutto a mano, tutto nel profondo rispetto di quei 500 e passa anni di storia che chiedevano solo di essere ri-accarezzati con amore. Quanta ammirazione per queste costruzioni! Se impari ad ascoltarle ti dicono loro come fare.
In un anno e mezzo abbiamo fatto due stanze (che ci sembrano un castello). Un lavoraccio. Ma ne è valsa la pena! Oggi siamo indipendenti in ogni cosa: abbiamo la cisterna d’acqua sotto di noi, il pannello sopra il tetto. La coibentazione è fantastica perché una volta le cose le facevano davvero per bene e con un metro di pareti di roccia, non serve né climatizzatore né termosifone. Facciamo tutto con una stufa economica che ci riscalda e ci permette di cucinare. La legna è gratis, perché viene dalla potatura degli ulivi. Quando piove la colonna che porta al pozzo è un concerto. Al piano di sopra ci abita una famiglia di rondini, qualche pipistrello e alcuni uccellini davvero tanto mattinieri. Il legno di mensole e ripiani è dei nostri alberi, lavorato con olio di lino, cera d’api e qualche goccia di olio essenziale di arancio. Profuma di sano e di vivo. Come tutto il resto. Perché qui dentro non c’è entrato niente che non sia salubre. Niente petrolio, siliconi, cere sintetiche o sostanze chimiche di sintesi. Niente di falso, o di nocivo. Neanche il pavimento abbiamo trattato, e così sembra vecchio anche se non lo è. Come noi.
C’è chi dice che è la casetta di due hobbit. Chi ci ha chiesto di farci una vacanza esperienziale in stile medioevale. Chi la chiama tana, chi nido, chi grotta. C’è chi resta incredulo nello scoprire che tutti le suppellettili vintage che ci sono, non sono per bellezza… le usiamo davvero.
Non c’è la televisione. Alla sera usiamo le candele (perché ci piace così). Non c’è una cosa dritta. Né una cosa nuova. Non c’è ancora l’acqua calda (ma per fortuna abbiamo fatto un corso di wim hof!). Nel 2022 confidiamo in quella, nella porta del bagno (per ora separato da una tovaglia convertita in tenda) e nelle finestre nuove. Ma siamo soddisfatti già adesso.
One Comment
Diego
Complimenti, davvero, vedere tutto questo rinfranca lo Spirito. Mi piacerebbe un giorno partecipare a questi o altri lavori. Un abbraccio. Diego (da Bari)