Finalmente aggiornamenti sulle ciliegie! 🥳🍒

Questa è un’annata strana, la pioggia copiosa di questo maggio surreale, sicuramente ha influito sulla produzione. Poi le assurde leggi che in Puglia, proprio in primavera, obbligano gli agricoltori e tutti i proprietari di terra, a spruzzare pericolosi pesticidi (tra cui neonicotinoidi e piretroidi) che uccidono gran parte degli insetti impollinatori, hanno dato la mazzata finale.
Ad alcuni sembrerà strano ma, per avere le ciliegie, servono le api 😅🐝

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Sarà l’amore!

Sarà che da decenni ormai nei nostri terreni non vengono utilizzate alcun tipo di sostanze chimiche di sintesi, pesticidi, insetticidi o erbicidi. Sarà la cura che mettiamo nella gestione del suolo. Saranno i biofermentati autoprodotti restituendo alla terra i resti delle lavorazioni dei suoi frutti (vinacce, sansa, cenere etc.).

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Ciliegie in arrivo!

Per tutti gli amici che in questi giorni stanno ricevendo e ordinando le nostre ciliegie, alcune informazioni di servizio…

  1. Quest’anno a causa della siccità il volume è leggermente inferiore, ma a guadagnarci è sicuramente il gusto e l’apporto nutritivo.
  2. Siamo indietro con i tempi di consegna, ma spesso i tempi della natura non coincidono con quelli del mercato quindi i nostri ordini partono ora e sicuramente ancora per un po’ andranno avanti. Se vi state chiedendo come mai le altre ciliegie della stessa zona sono sui banchi da tanto… Perché per guadagnare giorni (o settimane) l’agricoltura convenzionale utilizza quello che in gergo si definisce “anticipo”: un trattamento che velocizza la crescita utilizzando l’idrogeno cianammide, sostanza altamente tossica sia per le piante che per chi ne viene in contatto.
  1. Sebbene cerchiamo di essere il più possibile attenti nella selezione, può essere che qualche ciliegia “non conforme” ci scappi. In questo caso:
  • se presenta una buccia rugosa (tipo cellulite) sappiate che siete davanti a una ciliegia eroe! Prima di mangiarla complimentatevi con lei! La buccia ondulata significa infatti che il frutto ha ricevuto – e superato indenne – l’attacco della mosca, il “temibile” insetto che la maggior parte degli agricoltori tratta con i (davvero) temibili insetticidi come acetamiprid o dimetoato (estremamente dannosi per la salute delle persone e dell’ambiente). Quando la pianta è sana, e il terreno in cui vive è sano, non c’è bisogno ovviamente di nessun trattamento. Il frutto bello forte non permette all’insetto di bucare la buccia e di intaccare la polpa. L’unico segno è, per l’appunto, qualche cunetta in superficie… una sorta di medaglia al valore!
  • Se presenta uno strappo, è stata la pioggia che ci ha sorpreso durante la raccolta. È buona e si può mangiare senza problemi, ma non si mantiene per lunghi periodi perché con il tempo rischia di ammuffire.  
  • Se ne manca un pezzetto significa che è stata beccata da un uccello. Se la cosa non vi infastidisce mangiatela, non solo perché gli uccelli sanno perfettamente quali sono i frutti più succosi e maturi, ma anche perché la pianta, per cicatrizzare la ferita, utilizza lo zucchero. Queste sono le ciliegie più dolci e buone!
  • Se trovate un buchino, invece, lasciatela. Una formica è arrivata prima e noi non ce ne siamo accorti… quindi vi dobbiamo una ciliegia!

Di seguito trovate qualche foto dei nostri ciliegeti, ricchi di biodiversità e di vita.

Sono terreni non trattati da decenni, in cui il suolo non è mai arato né nudo, la fertilità è altissima, tant’è che l’erba medica affiora dal foraggio appena tagliato già dal giorno successivo lo sfalcio.

Ci sono un sacco di specie diverse di ciliegie: la montagnola, la limone, la bigarò, la forlì, la ferrovia… tantissime varietà in un ciliegeto non intensivo, in cui ogni pianta è nata da seme, da sempre. Alcuni alberi hanno oltre sessant’anni, me li ricordo grandi già quand’ero piccolo, e ancora producono e danno soddisfazioni! 

Lecci e sequoie crescono spontanei sopra e sotto i ciliegi, e noi gliene siamo grati!

Un alveare che ha preso casa all’interno del tronco di un ulivo secolare, ci garantisce l’impollinazione e ci accompagna con il suo ronzio per tutta la raccolta.

Qualche frutto lo lasciamo sempre, per loro, per gli uccelli e pure per gli altri insetti, che qui banchettano felici. È grazie al lavoro di tutti se queste ciliegie sono così buone.

E grazie a tutti voi per vedere e supportare tutto questo!

Sogniamo di “salvare” e custodire un numero sempre maggiore di ulivi e appezzamenti di terra, rigenerarli e proteggerli da abbandono e speculazione, TRAMANDARE antichi mestieri, oggi più che mai essenziali, fare EDUCAZIONE agricola e ambientale a “vecchie” e nuove generazioni, CONDIVIDERE saperi e conoscenze, COSTRUIRE una COMUNITÀ agroecologica locale, resiliente e autosufficiente che si prenda cura di un pezzetto di terra e di umanità.

Per conoscere e sostenere il progetto Terre dei Mastro


Ulivo – Dieci regole per una buona potatura

Se vogliamo ottenere un ulivo sano e, di conseguenza, produttivo bisogna adottare un “sistema di potatura” serio e rispettoso della sua forma e della sua natura, limitando gli interventi drastici e imparando a osservare ciò che la pianta ci dice, ciò di cui ha bisogno. Di seguito, per le persone che hanno partecipato ai nostri corsi di potatura, il riassunto delle regole di base da seguire per portare avanti una corretta potatura. Sono i saperi che ci sono stati tramandati di generazione in generazione da secoli, quelle conoscenze che hanno permesso alla Puglia di godere oggi di un incredibile patrimonio, unico al mondo. Metodi che non guardano alla comodità o alla produttività immediata, ma che con lungimiranza e passione, hanno permesso a intere generazioni di prosperare. Grazie a chiunque ne custodisca e ne tramandi il valore.

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Potatura ulivo con Francesco Mastroleo al CIMI di Roma – Di G. Marotta

Una buona potatura significa ricondurre la pianta a questo equilibrato rapporto spaziale, con sapienza e rispetto, senza stress eccessivi. Significa favorire la penetrazione dei raggi solari in tutto il “sistema pianta” grazie alla buona disposizione dei rami e del fogliame e prendersi cura che tanto la base che la sommità dell’Ulivo siano parimenti nutrite e rinverdite, in modo che i raggi solari arrivino fino alle fronde basali). La capacità di osservare la “postura” della pianta e di concepire come poter ottenere – nel tempo – una disposizione ergonomicamente funzionale è il primo strumento di un buon potatore. Riuscire poi a guidare la pianta al raggiungimento di questo obiettivo, grazie a tagli ben mirati , è il sapere di un potatore degno di questo nome.

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